Sostenibilità e Progettazione del Paesaggio
My Landscape Studio
Piante che appartengono al proprio ecosistema
Lavoriamo soprattutto con specie autoctone e naturalizzate: non per principio ideologico, ma perché sono il risultato di un equilibrio già scritto nel clima e nell'ecosistema locale. Una pianta che appartiene al proprio contesto climatico chiede meno acqua, meno concime, meno interventi — e fa qualcosa che nessuna specie ornamentale importata farà mai: nutre gli impollinatori, ospita gli uccelli, partecipa alla rete di relazioni che tiene in vita un ambiente.
Le consociazioni vegetali sono il cuore tecnico del nostro lavoro: costruire equilibri interspecifici, mettendo insieme specie che si sostengono a vicenda e maturano con ritmi complementari. Un giardino pensato così non resta uguale a se stesso. Evolve insieme al proprio ecosistema.
L'acqua si progetta
L'irrigazione a pioggia che innaffia mezzo prato e mezzo marciapiede appartiene a un'altra epoca. Nei nostri progetti l'acqua arriva dove serve: impianti a goccia sulle radici, sensori di umidità, programmazioni che cambiano con le stagioni e con il clima del luogo. Dove il sito lo consente, recuperiamo la pioggia.
Un giardino può restituire più di quanto consuma
Siepi miste autoctone al posto delle monoculture sempreverdi. Zone lasciate deliberatamente meno ordinate, dove gli insetti trovano rifugio.
Specchi d'acqua, niente pesticidi di sintesi. Ogni intervento — che sia il parco di una villa, la corte di un hotel o il verde di una sede aziendale — può diventare un pezzo di corridoio ecologico, un tassello che rafforza l'equilibrio dell'ambiente circostante.
